In risposta alla crescente attenzione verso una gestione sostenibile degli scarti produttivi, Transfer Oil ha avviato nel 2025 un
progetto strutturato di economia circolare, finalizzato a
ridurre l’impatto ambientale degli sfridi termoplastici derivanti dal processo di estrusione, contenere i costi di smaltimento e migliorare, al contempo, la sicurezza e l’efficienza operativa sulle linee di produzione.
Nel corso dell’anno, l’iniziativa ha rappresentato uno dei principali target di investimento per la Ricerca e Sviluppo,
con l’implementazione di sistemi, procedure e macchinari dedicati. In particolare, sono state installate tre nuove taglierine a valle di ciascuna linea di estrusione del tubo interno, in grado di
tagliare automaticamente le parti non conformi e convogliarle in appositi box mobili, eliminando completamente la necessità di intervento manuale da parte dell’operatore.
L'interno del tubo scartato
viene recuperato, macinato e reimpiegato principalmente in due modalità: come materiale di pulizia all’interno degli estrusori e, in percentuale controllata, per la produzione di semilavorati di prodotti già presenti a catalogo. L’uso come materiale di pulizia è stato ufficialmente avviato e consolidato nel 2025, sostituendo completamente il materiale vergine.
In sostanza, questo approccio consente di
trasformare gli sfridi di processo in una risorsa, attraverso il loro reimpiego nel ciclo produttivo, migliorando l’efficienza operativa e contribuendo alla progressiva riduzione dell’impatto ambientale del processo produttivo.
A supporto di questo processo, è stato introdotto un ulteriore sistema di dosaggio volumetrico, integrato con quello esistente, che consentirà di estendere l’utilizzo del materiale recuperato a più linee produttive e di ampliare ulteriormente l’applicazione dei principi di economia circolare nella produzione dei tubi interni.
Obiettivi e risultati attesi
Il progetto è orientato a una riduzione significativa degli sfridi generati nel reparto di estrusione e a un incremento concreto della circolarità dei materiali. In particolare, si prevede una
riduzione degli sfridi di tubo interno pari a circa il 70% e il recupero di circa 10 tonnellate di materiale plastico all'anno.
L’introduzione delle nuove tecnologie consentirà inoltre di
migliorare la stabilità e l’efficienza operativa, standardizzare la gestione degli sfridi di processo e ridurre i costi legati sia allo smaltimento sia all’approvvigionamento di materia prima vergine.
Ulteriori benefici attesi includono il
miglioramento della sicurezza sul lavoro, grazie alla raccolta automatizzata degli sfridi, e la r
iduzione delle emissioni di CO₂, stimata tra 40 e 80 tonnellate annue.
Il progetto contribuisce infine al rafforzamento del posizionamento competitivo dell’azienda e allo sviluppo di un modello produttivo sostenibile.